Fiorentina v Napoli, KK dice no al razzismo: noi, con lui

Inutile soffermarsi su quanto avvenuto ieri al Franchi. Già partita un’indagine ufficiale della Procura Federale che, questo l’auspicio, farà luce sull’ennesimo increscioso episodio di razzismo da stadio.

Il Napoli torna da Firenze con i tre punti ma anche con addosso un’amarezza senza senso.

Kalidou ci ha dormito (poco) sù. Poi, questa mattina, attraverso i suoi canali social, parole che lasciano il segno e tracciano la strada dell’intransigenza: «Scimmia di merda. Mi chiamavano così. Questi soggetti non hanno nulla a che fare con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre».

Pietre scandite, per evitare equivoci, in tre lingue.

Ma che fanno male. A un intero sistema. Soprattutto fanno male a chi, come Kalidou, è costretto a fare i conti con un’intolleranza becera, vigliacca e ormai inaccettabile. E che coinvolge tutti: le istituzioni governative e sportive, i club, gli atleti, i tifosi singoli e organizzati.

Beclay orgogliosa, come sempre, ancora di più, di stare al fianco del nostro Komandante.